Quando il bue chiama cornuto l’asino…

Il megafono diffondeva nell’aria quella voce metallica tipica dei cortei anni ’70, mi appresto ad ascoltare con attenzione mentre un brivido mi percorre la colonna vertebrale, lo speaker ha marcate inflessioni dialettali ma è tremendamente accattivante, sbaglia i verbi (non riporto gli errori per ammirazione indistinta) ma riesce comunque ad ancorare gli astanti al suo dire: “prego lor Signori di ammirare la perfezione del lato “B”, scultoreo, armonioso, tondeggiante, simmetrico, quasi Michelangiolesco, elevato, altero e felicemente in lotta con la forza di gravità, l’orifizio atto alla evacuazione delle scorie sovrasta con rispetto il carnoso e prepotente anfratto della procreazione, l’orgoglio dell’essere femmina… Adesso spostate lo sguardo sulle mammelle rigogliose, piene, sode, enormi, i capezzoli lunghi e turgidi anelano esperte attenzioni di mani abili, la linea della schiena è perfetta, gli occhi regolari, lo sguardo è simpaticamente socievole… Signori, questo è uno degli esemplari migliori delle vacche pezzate nere Valdostane…”. In effetti la vacca si muoveva in circolo dentro il recinto seguendo a passo lento l’addetto che la governava con una certa vanità, sicuramente abituata a simili passerelle. Per un attimo penso in modo positivo alla lunga coda che mi ha indotto, tornando dalla montagna, a fermarmi in quella fiera paesana con tanto di mostra bovina in atto, campanacci, muggiti e l’odore del letame incorniciavano perfettamente la situazione.

Il mercato delle vacche… non ho mai capito perché questa espressione sia associata sempre ad un concetto spregiativo, denigrante, gli allevatori stipulano contratti semplicemente con una stretta di mano ed un bicchiere di vino, impegni vergati e mantenuti con l’onore e la credibilità. Gente umile ma affidabile che considera il rispetto e la parola data un valore assoluto tramandato per generazioni in quella stanzialità che unisce territorio e dinastie. Immerso nel traffico intenso mi viene in mente Omero, in particolare Odisseo (Ulisse) che mentre prende il largo per abbandonare l’isola dei ciclopi si qualifica all’accecato Polifemo: “sono Ulisse, Re di Itaca, figlio di Laerte e di Anticlea”. Fino a ieri nelle nostre realtà contadine la paternità era un segno di distinzione, di identificazione catalogante, chi è quel giovane? E’ il figlio di…. Nella affollata e anonimizzante vita metropolitana si è tutti dei nessuno figli di nessuno, non solo, quei pochi dotati di cognomi famosi spesso vivono la cosa come un pesante e scomodo fardello, una pietra di paragone congenita piazzata sulla schiena come una gobba. Chissà che vita avrebbe fatto il figlio suicida di Agnelli se si fosse chiamato Pautasso nato in due camere e cucina, per non parlare della bella e giovane Rizzoli che a 18 anni si lanciata da un grattacielo di Montecarlo. Forse la stessa Paris vivrebbe in modo diverso e farebbe tante cavolate in meno se non si chiamasse Hilton, credo esistano persone che per condurre un’esistenza serena abbiano bisogno più di sognare che avere,altri preferiscono trasformare in realtà gli incubi, ovviamente a spese di ignare ed incolpevoli vittime ma torniamo a noi.

Sicuramente il “mercato delle vacche” inteso come “prostituzione ideologica e fisica” non ha niente da spartire con i dignitosi ruminanti, uno degli aspetti più negativi di questo Paese è proprio quello di aver usato ed abusato di questa debolezza, ad onor del vero ha fatto di peggio, l’ha incentivata scendendo a livelli di trattative e “compravendite” che sono la massima espressione dello squallore, della indecenza e della vergogna. Negli ultimi decenni abbiamo assistito e subito il perseguir di rotte tracciate proprio sul criterio di questo mercato. Il terrorismo e le mafie sono fenomeni sociali combattuti, quando si è voluto farlo, non grazie ad investimenti, tecnologie e formazione investigativa, no, si è presa la scorciatoia del pentitismo, della delazione, dell’infamità, della contrattazione del “prezzo” (vedi dichiarazioni di Conso). Oltre 70 terroristi sono ancora latitanti, molti di loro vivono liberi e sereni nella tanto “democratica” Francia coloniale ed imperialista che li protegge come farebbe una cagna con i propri cuccioli. Un nutrito esercito degli stessi vive libero con nuove identità a spese nostre, quei pochi irriducibili rimasti stanno meglio in galera che non a spasso rischiando di imbattersi in qualche ex pentito che ancora non ha digerito la morte di parenti innocenti. Ormai non sappiamo neanche più quanti siano i pentiti di malavita sotto protezione e cosa costi alle nostre tasche la loro incolumità. Moralmente ed eticamente parlando non si può considerare civile ed evoluto uno Stato che libera e paga pluriomicidi, colli da ghigliottina, squagliatori di bambini e stragisti dinamitardi, pseudo-umani senza scrupoli né alcun valore. Soggetti che non esitano a condannare a morte i propri figli, padri, madri e fratelli per sfuggire ad un meritato castigo. Negli ultimi anni questo governo ha parzialmente modificato le direttrici sferrando durissimi colpi alle organizzazioni criminali e recuperando ingenti capitali grazie a sequestri di beni  mobili ed immobili.

Purtroppo tutto ciò ha provocato ulteriori effetti collaterali che da tempo sono usciti dai confini Nazionali, il vivere nella convinzione che tutti i problemi si possano risolvere “pagando” e “trattando” ci ha trasformato in un bancomat planetario. Non sapremo mai quanto sia stato elargito in termini di riscatto per ottenere la liberazione di civili e contractors Italiani sequestrati in zone calde, di guerra ed in terre di nessuno dove bande di tagliagole, clan e pirati imperversano. Sappiamo cosa ha ceduto il governo di sinistra per liberare la Baraldini e presto sapremo, forse, quanto voglia ed in che termini il Brasile per estradare Battisti. Il compagno Lula sta solo alzando il prezzo, non è scemo, mondiali ed olimpiadi sono alle porte, ingentissimi investimenti attendono i Carioca, gli insediamenti industriali Italiani in loco sono triplicati. Le motivazioni addotte, come ha detto pure Napolitano, sono inaccettabili, il Brasile non può permettersi di venirci a dare lezioni di civiltà, moralità e garantismo. La terra del samba e del calcio, di Copacabana, Ipanema o Bahia è poca roba, in termini di diritti umani (una piaga annosa in quel paese) Lula non ha fatto proprio niente, gli squadroni della morte che uccidono i “meninos de rua” nelle favelas non hanno certo cessato l’attività sotto il suo governo. Leggetevi i trattati di Amnesty International, la terra di Pelè, ha affollate aree geografiche da “sesto mondo” dove il valore della vita è ZERO, il traffico di organi e di orfanelli sono redditizie imprese. Chi è il “maitre a penser”? Cesare Battisti è un delinquente apolide che ha sulla coscienza due commercianti, un ragazzo appena entrato nella Digos ed un graduato del carcere di Udine, che peso potrà mai avere un simile figuro? Chi paga? Chi orchestra? Chi strumentalizza? Chi capitalizza? Chi protegge?

Questo è veramente uno schifoso “mercato delle vacche”, la Germania i terroristi li ha “suicidati” nelle celle di massima sicurezza con un colpo di pistola alla nuca, in contemporanea. Se Battisti fosse stato Francese o Inglese si sarebbe già scontrato, casualmente, con una “full metal jacket” che, viaggiando in senso opposto, gli avrebbe smolecolarizzato il cervello e risolto tante questioni, ma per quanto tempo ancora dobbiamo ingoiare fiele in nome di un garantismo comunista unilaterale che di garantista non ha niente? Vecchi compagnoni 50/60/70enni continuano a farla da padroni solo per mantenere agi, sedie, privilegi, sconti, onorabilità usurpata e millantata gloria. Vendola ed il suo partito si sono chiamati fuori dal coro bipartisan di proteste contro la decisione dell’ex presidente sudamericano, perfetto, questo è il personaggio (chiamarlo “uomo” mi sembra inappropriato) che ambisce alla leadership della sinistra e magari pure alla poltrona di Palazzo Chigi. Niente male per un “progressista democratico”, dovesse mai vincere le elezioni probabilmente farebbe rientrare tutti i latitanti rossi con tanto di banda musicale e ballerine ad accoglierli, sodomizzando ancora una volta il dolore dei famigliari delle vittime cadute in vili attentati ed esecuzioni sommarie da parte del “popolo rivoluzionario”.

Se l’Italia non fosse appestata dall’antiBerlusconismo e da una recrudescenza comunista lungi dall’esalare l’ultimo respiro il problema sarebbe risolto da tempo, un Parlamento coeso e solidale con le azioni di Governo avrebbe sicuramente dissuaso Lula dal rendersi tecnicamente complice di un assassino. L’ex presidente che farebbe meglio a riprendere la sua attività operaia, ha dato retta ad irrazionali logiche ideologiche sapendo di poter contare sul significativo appoggio, più o meno tacito, di una parte politica nostrana. Il “braveheart” versione “caipirinha”, con il “tipico coraggio” dei grandi Statisti, ha scaricato il barile lavandosene le mani poche ore prima di schiodarsi dalla poltrona. Non chiedetemi il perché ma vivo nella ferrea convinzione che se il 14 dicembre il Governo fosse caduto per dar luogo ad un esecutivo di “larghe intese”, magari con D’Alema alla Farnesina… Inàcio Da Silva avrebbe mollato l’osso riempiendo di immeritata gloria gli “impostori” già tronfi di loro.

Tullio Antimo da Scruovolo

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4 thoughts on “Quando il bue chiama cornuto l’asino…

  1. Cavolo Sdat…scusa ma sto sorridendo descrivi una vacca come quasi fosse una donna… chiamiamola mucca dai, è meno volgare anche se vacca è italiano puro….o no? Correggimi pure se sbaglio! .
    Chissà, forse perchè abito vicino al confine sto pensando al super-perfetto lato B della Hunziker- Svizzera, come le “bone” mucche che producono un buon latte …al “cioccolato milka” che tanti Italiani,( io compresa), golosi-e invidiano, soprattutto a chi manca di serotonina: neurotrasmettitore che regola il “tono” dell’umore… in particolare a chi ha del buon tempo e fortemente bisogno!… Insomma ho capito che senza cioccolato e nutella non se pò stare!
    Per non scrivere un papiro lasciamo perdere mercati e mercatini: mi hanno colpito forte, in una foto, gli occhi tristi di Edoardo Agnelli prima ancora di …morire!
    Sìsì hai perfettamente ragione, famosi o no è meglio sognare che…avere! Si vive più tranquillamente!!
    Riassumendo tutto ciò che hai scritto: Battisti, mafia, “conflitti d’ interesse”? e, bla bla bla, mi chiedo cosa ha fatto… e soprattutto non fatto, ( più o meno) in questi 10 anni l’amico Berlusca!?… oltre che “risanare” (parola giusta) i debiti pubblici-ereditati!
    Francia e francesi….si credono furbi….Brasile stronzo! altro che moralità!
    Chissà quante cose non abbiamo saputo e mai sapremo, ma meglio cos’ì, di rifiuti il mondo ne ha in abbondanza, alcuni si vedono, altri spariscono…ma quanti curiosi-imbecilli (curioso sinonimo di intelligenza?) che vogliono sapere e vedere..ma dico servirebbe a qualcosa?.. di rivoluzioni e guerre ne abbiamo fatte tante (che palleee)!!!! sempre la stessa musica!
    Chi capitalizza sono sempre i “capi” naturalmente: ben venga l’ ex presidente nella classe degli operai!! …Poveri!
    Pilato si è lavato le mani, ma i colpevoli siamo sempre noi…o le urne?..
    Però con una riserva: il Presidente non è stato eletto direttamente da noi….ma è sempre una ruota che gira!

    p.s credo che sia più conveniente la risposta al commento c’è sempre tempo per replicare..e ti riesce benissimo!

    TADS’ ANSWERS:

    certe volte sei semplicemente disarmante…!!!

  2. I miei complimenti, sdat, per l’acume…. vivo nella convinzione che Lula abbia perfettamente compreso la valenza simbolica di questa estradizione e perciò l’abbia capricciosamente negata, un ultimo rigurgito di autoaffermazione di concetti ( destra, sinistra ) ormai obsoleti che sopravvivono solo nella testa dei mentecatti. Mi sa che il Battisti me lo riroverò a Roma a tenere conferenze…. che ne dici?

    TADS’ ANSWERS:

    Battisti a Roma a tenere conferenze?
    mi auguro di vederlo marcire nelle Patrie galere,
    magari in tal caso si toglierebbe dalla faccia quel sorriso ebete e strafottente.

  3. Il tuo post mi ha fatto riflettere, non avevo pensato che con un governo di sinistra Lula avrebbe potuto decidere il contrario.
    Sdat una domanda mi sorge spotanea: perchè D’Alema alla Farnesina? Non sarebbe bastato un governo di sinistra?

    TADS’ ANSWERS:

    bella domanda LUX,
    D’Alema non l’ho messo lì “ad minchiam”, in fondo è quello che…:
    …ha definito i terroristi rossi “compagni che hanno sbagliato”
    …si è venduto le vittime del Cenis per dare la libertà alla Baraldini
    …da giovane tirava le Molotov alle forze dell’ordine
    …il suo governo si è Americanizzato per bombardare il Kossovo
    …è uno che abitava in case di “favore”
    …compra i velieri a metà prezzo
    …è il politico Italiano più fallimentare
    …è convinto di essere più intelligente di tutti
    …è permaloso come come una troia isterica in carenza
    …pretende di fare il “puparo” senza esporsi
    …la spocchia fatta persona tritata nel frantoio dell’incompetenza
    Ti pare poco?
    Guarda che mi sono tenuto leggero

  4. Mi associo al pensiero. Hai, come sempre, ampiamente illustrato una pagina di lugubre storia anti democratica.

    p.s. non ti ho ancora dato gli auguri per il nuovo anno, te li do adesso…

    TADS’ ANSWERS:

    auguroni anche a te Altezza

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